E' una galassia il cerchio
lucente di coloro che ho perduto:
da milioni di anni luce di distanza
m'attraggono,
impostano le mie declinazioni
al grado esatto.
Naviga la mia terra
in quello spazio attivo
attraversando trigoni perfetti,
quadrature necessarie,
astrali metonimie
in cui s'affina il senso, minerale.
Magnetico
è il rivolgere di massa,
ascensione retta
in perenne movimento.
Sei dentro me
come sorgente
mi unifichi
come il mattino
come l'aria
mi disperdi
E' a cinquant'anni che voglio vederti. Voglio incontrarti in strada per caso, guardarti negli occhi e sentire che quello che vedo mi appartiene.
Tu avrai la tua vita, io la mia. Come prima d'incontrarci.
Ma con in mezzo questo fuoco che non s'estingue.
Nel buio. Senza essersi mai visti. Le mani a tentoni sulla carne. Soltanto la voce. Soltanto il respiro. Affondare in qualcosa che non conosci.
Che purezza sarebbe, ne convengo.
Mio fratello al telefono.
"Stavamo parlando di te". Ah si'? "Si'. Di quella volta che in discoteca hai aperto il cavalletto per fare fotografie". Ahahahaah. "Di quell'altra che sei uscita coi festoni di carnevale al collo". Mm-mmh. "Di quella volta che a trent'anni suonati te ne andavi in giro a fare bolle di sapone".
LO FACCIO ANCHE QUEST'ANNO. Appena trovo un barattolo di bolle di sapone.
Non ha detto più niente. L'attacco è la miglior difesa.
Non ho mai avuto con le persone contatti cosi' intensi come adesso che non posso né ascoltarle, né toccarle. Succedono cose bellissime.
Ascoltare non è sinonimo di sentire. Mai stato.
Accolgo questa ferita con il dovuto rispetto.
Mi piace sentirla. E' luminosa, vibrante. Una lama bellissima, che sfiora appena e incide a fondo. Sono in esplosione, danzo in mezzo alla malinconia alla forza alla gioia allacciate come muse.
Mi possiede la statua divina del tempo assente. Andiamo occhi negli occhi guardando entrambi altrove.
Ho sognato che facevo un buco a mia nonna con una sigaretta, nel sogno mia nonna portava un impermeabile di plastica e regalava una bottiglia di cognac d'annata ad una a cui era appena morto il padre, la quale era effettivamente felice perché al posto del padre per circostanze del sogno che adesso non sto a raccontarvi potevano morire suo marito e suo figlio piccolo, che era veramente piccolo, l'ho visto, un bambino di circa cinque centimetri (piangeva come quelli normali pero'). La bottiglia di cognac d'annata gliela regalava mentre stava parlando di una cosa molto importante, non ricordo bene cosa. Nel frattempo in casa della tipa c'era il tizio di qualche anno fa, quello che tirava giù il muro con la testa quando l'ho scaricato, che come nella realtà mi aveva seguita e non voleva più mollarmi e allora dovevo chiamare la polizia, ma pensavo che se lo denunciavo poi lui sarebbe impazzito ancora di più e sarebbe diventato veramente pericoloso, quindi no che non l'avevo denunciato, avevo chiesto consiglio alla tipa col figlio piccolo e ancora (fortunatamente per lei) vivo, la quale mi aveva suggerito appunto di chiamare la polizia e mi aveva anche prestato il suo cellulare, infatti perché, io non ce l'avevo? In tutto questo girava il cugino della tipa con una torta glassata in mano e me ne offriva un pezzo, e io lo accettavo, pero' non lo mangiavo perché mi si era un po' chiuso lo stomaco.
Che vuol dire secondo voi?